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Uno spazio dedicato a chi ne vuole sapere di più...
 

Novembre 2007
LA SCUOLA DI ORCHESTRAZIONE PER BANDA NEI CONSERVATORI ITALIANI

                                                    
di Antonia Sarcina

Da circa un decennio la “scuola di orchestrazione e direzione per banda”, che fu inserita in Conservatorio nei primi anni dello scorso secolo dapprima presso il S.Cecilia di Roma per la fama acquisita dal M° Vessella, e in seguito al S.Pietro a Majella per il M° Caravaglios, ha ritrovato nuovo vigore ed entusiasmo tanto da essere istituita in molti altri Conservatori quali Milano,Trento,Verona, Udine, Parma,Torino, Bologna,Firenze, Pesaro, Frosinone, Avellino, Bari, Monopoli, Lecce, Cosenza. Con l’avvento della riforma (lex 508/99), non ancora del tutto perfezionata, la scuola si è dotata del Triennio sperimentale e del Biennio post-diploma specialistico in cui per la prima volta compare anche la materia “direzione di complessi a fiato”. In quasi tutti i Conservatori menzionati sono presenti sia il triennio tradizionale che prevede per il Diploma tre prove scritte della durata di max 18 ore ciascuna con la composizione da parte del candidato di una fuga a 4 parti su tema dato, una marcia con brevi cenni strumentali scritta al pianoforte su tema dato, ed un’orchestrazione per banda sempre su tema dato, sia il Triennio sperimentale di 1° livello con il sistema degli esami in base ad un piano di studio presentato dallo studente come prevedono i regolamenti di tipo Universitario e basato sostanzialmente sui c.f. (crediti e debiti formativi) così come anche per il Biennio specialistico. Ogni Istituto in base alle scelte dei docenti interessati si è dotato di un piano di studi per il Triennio e per il Biennio abbastanza omogeneo ma tuttavia diverso da sede a sede, così come in genere accade per gli Atenei Universitari, questo grazie anche all’autonomia di cui godono attualmente anche gli Istituti dell’A.F.A.M (Alta formazione artistico – musicale). In genere ogni Conservatorio sistema i piani di studio relativi alle singole discipline sui propri siti web, in modo che chiunque fosse interessato sappia da subito quanti e quali esami sostenere in ogni annualità. Le tasse relative ai trienni e bienni differiscono da Istituto ad Istituto in base a criteri stabiliti dal Consiglio di Amministrazione degli stessi. In alcuni Conservatori sono state formate compagini orchestrali di tipo bandistico con cui far esercitare gli studenti del Triennio e del Biennio. Per essere ammessi al triennio tradizionale occorre aver conseguito l’esame del compimento inferiore di composizione (IV anno), per accedere invece al Triennio sperimentale la cosa varia da Istituto ad Istituto, in taluni non è obbligatorio in altri sì, in alcuni non compare la materia armonia e contrappunto in altri sì e così via…. Per accedere al Biennio specialistico bisogna aver conseguito il Diploma di Strumentazione per banda (1° livello) e questo vale su tutto il territorio nazionale. In alcuni Conservatori la scuola di “Orchestrazione per banda” è costituita da un 4 + 3 + 2 , cioè da un corso inferiore di 4 anni che riguarda la preparazione al compimento inferiore di armonia, e il triennio più in seguito il biennio. Questo è presente solo in alcuni Istituti come ad esempio Torino, Udine, Firenze, Frosinone, Avellino, Napoli, Lecce, Cosenza. In altri Istituti come Milano, Roma, Bologna, Pesaro, Bari, Monopoli, per entrare alla scuola di “orchestrazione per banda” bisogna aver già conseguito il compimento inferiore di armonia principale, IV anno di composizione. Ciò fa la differenza nel numero degli iscritti a tale disciplina, poiché in genere chi è interessato alla “Banda” non possiede rudimenti di armonia e non intende iscriversi al corso di armonia principale che prevede esami di pianoforte abbastanza complessi (lettura della partitura) e così viene scoraggiato dai programmi di composizione. In quegli Istituti in cui si è dato accesso fin dal primo anno del corso inferiore (e questa è un’esperienza che ho potuto fare personalmente) il numero degli iscritti è sempre stato regolare, poiché molti studenti provenivano dalla realtà bandistica regionale e nazionale.

 M° Prof. Antonia Sarcina,
ordinario di orchestrazione e direzione per banda al S.Cecilia di Roma


LA BANDA IN CHIESA

                     
di Ennio Cominetti

Argomento assai dibattuto in questi ultimi anni fra presidenti di banda, maestri, organizzatori di eventi musicali e responsabili delle  chiese locali è quello relativo all’utilizzo della chiesa come luogo per l’esibizione della banda sia per i concerti, sia per l’animazione di celebrazioni liturgiche celebrative.
Sgombriamo subito il campo dicendo che la chiesa è un luogo di culto e, come tale, necessita di rispetto sia da parte di chi crede e sia da parte di chi è agnostico o ateo.
Per tale motivo non è possibile pretendere che il parroco o chi per esso si debba sentire obbligato a concedere per l’uso concertistico uno spazio nato per ben altri scopi, tanto più se nei programmi musicali dei concerti figurano brani che nulla hanno a che vedere con l’aspetto di religiosità che deve permeare il luogo.
Ogni diocesi, inoltre, ha nel suo organico un apposito Ufficio che ha il compito di vagliare ed autorizzare i programmi di tutte le iniziative extra-religiose che si intende tenere nelle chiese di propria competenza. È vero che la soggettività nel metro di giudizio spesso crea non poche incomprensioni e spesso capita che ciò che è autorizzato in una diocesi diviene illecito in un’altra.
Crediamo pertanto utile fornire qualche piccolo suggerimento di carattere storico e musicologico al fine di superare questo scoglio che molti faticano a superare – pensiamo ai piccoli paesi dove manca il teatro o addirittura una sala adeguata e la chiesa rimane l’unico ambiente dove poter far esibire la banda  una o due volte all'anno.
È vero che i documenti ufficiali della Chiesa Cattolica chiedono che [] “nella chiesa latina si prediliga l’uso dell’organo”, ma quanta letteratura, fatta di Messe e Mottetti di piccoli e grandi Autori, è stata concepita per compagini corali e strumentali di vario genere! Ancora oggi, poi, nella tradizione nordica – anche cattolica – si usa accompagnare il coro e l’assemblea con l’organo e/o col cosiddetto “Posaunen chor”, ovvero un insieme di ottoni, chiari e scuri.
È evidente che il problema, a questo punto, è solo relativo al repertorio e qui subentra la sensibilità del maestro direttore e la sua capacità di scegliere i brani giusti per il momento giusto. Certamente si dovrà abbandonare il pensiero di mettersi su un altare e dar voce alle pur belle arie della Carmen di Bizet o le suadenti melodie di note colonne sonore di film!
E allora si può attingere da alcuni cataloghi di case editrici, anche italiane (si confronti il catalogo EurArte) dove non mancano belle arie tratte dalle opere bachiane, vivaldiane, mozartiane che qualche intelligente compositore o arrangiatore sta sforzandosi di realizzare proprio a tale scopo. Si tratta di avere la pazienza almeno di saggiarle, eventualmente adattandole alle esigenze del proprio complesso strumentale.
Per quanto riguarda la presenza della banda durante la liturgia eucaristica riteniamo assai coretto il comportamento di molti sacerdoti che talvolta si rifiutano di accogliere in  chiesa la banda anche nell’occasione celebrativa di Santa Cecilia, specialmente quando la partecipazione al rito non è accompagnata da una scelta adeguata del repertorio o, peggio, l’occasione è solo un motivo di mero esibizionismo. La musica nella liturgia ha un ruolo importante (purtroppo sono ancora molti i sacerdoti – soprattutto in certe regioni d’Italia – a non volersene rendere conto!) e pertanto la scelta dei canti o delle musiche deve essere fatta in modo sapiente e mai superficiale. Fondamentale importanza rivestono i testi  che devono avere profonda attinenza teologica.
Male non sarebbe, neppure alla presenza della banda, prevedere la partecipazione sia del coro-guida e/o dell’assemblea. In tal caso ci permettiamo di segnalare che le edizioni EurArte hanno a disposizione alcune pubblicazioni al fine di consentire ad ogni banda di poter partecipare alle celebrazioni liturgiche festive con un repertorio adeguato e mai banale.
Mandando una mail all’indirizzo info@eurarte.it siamo a disposizione dei maestri direttori per fornire ulteriori suggerimenti in proposito.

Ennio Cominetti
Direttore del dipartimento di Musica Sacra presso l’Arts Academy di Roma
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Inviare a info@eurarte.it un'email per qualsiasi informazione.
Ultimo aggiornamento: 04-05-2009